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SCARICA EXPLORA: applicazione turistica dei Monti Lepini

Carni basse

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L’allevamento delle pecore, delle capre e dei suini è stata una attività praticata a Carpineto e sui Monti Lepini da tempo immemorabile. Numerose erano le greggi che pascolavano sui monti, brucando erbe dal sapore salmastro. A seguito dell’abbandono delle terre, anche l’allevamento del bestiame si è ridimensionato. Le ottime carne dei capretti, degli abbacchi e dei maialini da latte sono divenuti perciò prodotti pregiati, di nicchia. Si possono acquistare direttamente, su ordinazione, presso gli allevatori rimasti.
 

Abbacchio e Capretto di Carpineto

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Una volta la carne dei bovini era poco usata. Come possenti macchine da lavoro, erano sfruttati fino al limite delle loro forze ed erano macellati solo quando erano decrepiti, malati, esauriti dalla fatica. Per questo motivo, alla loro carne, quasi sempre scura e tigliosa, si preferiva quella dei suini, dei volatili da cortile e della selvaggina. Inoltre godevano (e godono tuttora) di una giustificata notorietà l’agnello e il capretto, cresciuti sui profumati pascoli montani. Ugualmente apprezzate le frattaglie, sia chiare (cervello, animelle, schienali) che scure (fegato, cuore, rognone, polmone) che, sapientemente cucinate, costituiscono ancora un cibo sapido e nutriente.

Porco nero di Carpineto anche detto magrone

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Il signor capitano Giuseppe Pecci possiede tre tinelle di terreno all'Isola con casetta ad uso di animali negri.... (catasto della parrocchia di sant'Angelo anno 1744).
Secondo quanto emerso dagli "Statuti ed Ordinanze della Terra di Carpineto" (1556) la sua presenza nei Monti Lepini risale alla metà del XVI secolo e forse anche al Medioevo. Secondo altre testimonianze storiche risalenti al 1500, si fa riferimento ad un suino nero importato dalla Cina dalla famiglia Caetani proprietaria del ducato di Sermoneta dal 1276. L'areale di allevamento dell'animale è il sud del Lazio e in particolar modo il comprensorio dei Monti Lepini. Il peso medio per la femmina è 118 Kg mentre per il maschio si arriva ai 205 Kg. Un'altezza per la femmina che raggiunge i 72 cm al garrese e gli 83 cm per il maschio. Ha una carriera produttiva di 6-8 anni. Le sue carni sono segnalate come prodotti tradizionali del Lazio ai sensi del D.M. 350/99. Fin dai tempi più antichi,le carni suine erano considerate una ghiottoneria, sia consumate fresche che conservate.

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